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Numero di Soci al 31 Dicembre 2019
Emilio Destefani (Socio Fondatore dal 1 Marzo 2017 e Rappresentante Legale dell’Associazione).

Emilio nasce a Rovigo nel 1988, frequenta il liceo classico “Celio” di Rovigo e si laurea in fisica presso l’università degli studi di Ferrara nel 2013. Fonda nel 2014 la sede provinciale di Rovigo dello Spinning Club Italia a.s.d. e promuove con i Soci della sede l’introduzione nel territorio provinciale del divieto pesca per le specie luccio e persico reale, divenuto poi effettivo nel 2015. Nello stesso anno, ottiene il riconoscimento di istruttore federale di pesca, specialità spinning. La pesca con gli artificiali, nata come passatempo dietro casa, è poi divenuta una passione sempre più profonda e articolata. Dall’acqua dolce, all’acqua salata, Emilio è alla continua ricerca di nuove prede, nuove tecniche, nuovi posti e nuove emozioni. La pesca e il rispetto per la pesca, ne fanno di questo suo hobby una vera e propria filosofia di vita.

Fabio Bido (Socio Fondatore dal 1 Marzo 2017).

Fabio nasce a Monselice, in Provincia di Padova, nel 1977. Inizia a pescare all’età di 6 anni accompagnato dal nonno paterno. Si avvicina allo spinning, prevalentemente al luccio, poco dopo le scuola elementari. Nel corso degli anni e delle sue numerose uscite si dedica alla ricerca di tutte le specie d’acqua dolce. Negli ultimi anni tuttavia, si è avvicina anche allo spinning in mare, cercando di insidiare da riva pesci come la spigola, il serra e la leccia. In foto Fabio esibisce una delle sue più recenti e sudate catture adriatiche.

Matteo Ziliotto (Socio dal 7 Aprile 2017).
Matteo nasce a Rovigo nel 1987 e sin da piccolo, grazie alla passione tramandatagli dal nonno e dal padre, inizia a pescare. La sua prima canna gli viene costruita proprio dal padre Franco, molto abile nel lavorare il legno. Matteo si diverte inizialmente nel lanciare e recuperare, ma è durante l’adolescenza tra i 15 e i 16 anni che sboccia l’amore vero e proprio per la pesca a spinning. Durante le sue battute di pesca viene spesso accompagnato dal fratello Mirko. La passione negli anni cresce sempre più, diventando quasi una mania, culminata poi con l’incontro di Emilio, che, negli anni, ha coinvolto Matteo prima nella Sede Provinciale dello Spinning Club e successivamente in questa associazione. La tecnica e la preda preferita di Matteo sono lo spinning ed il black bass, la cui la voracità, forza e combattività, abbinate alle spettacolari acrobazie tipiche del persico trota in canna ed alle uniche emozioni che solo questo pesce è in grado di suscitare, attraggono ancor oggi Matteo dopo ben 15 anni di esperienza, catture e rilasci.
Morgan Marostica (Socio dal 6 Aprile 2017).
Morgan nasce ad Adria in provincia di Rovigo nel 1978. Cresce ad Oca Marina, un piccolo paesino di campagna nel Basso Polesine, immerso in una miriade di corsi d’acqua, vari rami del fiume Po ed a soli 15 km di distanza dal mare. Iniziò a pescare da piccolissimo dietro casa nello Scolo Veneto, divertendosi ad insidiare pesci gatto, persici sole, carpe ed anguille! Continuò a pescare fino all’età di 23 anni e poi ripose le canne per inseguire altri interessi. Ma… in un angolo del suo cuore, la passione per la pesca rimase viva. Così, nel 2012 ricominciò con una tecnica più dinamica: lo spinning. Ad oggi Morgan lo pratica sia in freshwater, che in saltwater, con una predominante passione per le tecniche light!
Andrea Baracco (Socio Fondatore dall’1 Marzo 2017).
“Nato a Rovigo nell’Ottobre 1988, da sempre amante della natura e degli animali, ho frequentato prima l’Istituto Tecnico Agrario e poi la facoltà di Scienze mm. ff. nn. nel corso di Laurea in Scienze Ambientali. Ho iniziato a pescare da piccolo, quando seguivo Papà in (quasi) ogni sua uscita, imparando passo passo le basi della pesca tradizionale col galleggiante o a fondo, sia in acque interne che in mare. Negli anni le mie tecniche preferite sono diventate la pesca a passata e lo spinning. Amo la pesca per le sensazioni che trasmette, la preparazione, lo studio dello spot, l’adrenalina di tenere un bel pesce in canna, ed il piacere di vederlo tornare in libertà. Con i Lanciatori del Polesine, ho la possibilità di partecipare attivamente a vari progetti di tutela ambientale e della biodiversità che tanto mi stanno a cuore e che mi rendono fiero di far parte di questo bellissimo gruppo.”
Jacopo Pavan (Socio dal 24 Marzo 2018).
Jacopo nasce a Rovigo nel 1990 e comincia a pescare all’età di 6 anni, quando il papà lo portava con sé alla ricerca dei pesce gatto. Più grandicello, frugando nella cassetta da pesca del padre (colui che gli ha trasmesso la passione per la pesca) trova un rapala ed un cucchiaino. Incuriosito da queste esche, comincia ad approfondire la tecnica di pesca nella quale poteva utilizzarle, ovvero lo spinning. Da allora iniziò così ad informarsi tra riviste cartacee ed internet nei primi forum di pesca. Oramai lo spinning era diventato la sua passione. Dalla pesca al black bass, insidiato sia a spinning che a baitcasting, sia da piede che da belly boat, con il tempo diventa uno spinner a tutto tondo, cercando qualsiasi pesce catturabile con questa tecnica. Jacopo, all’attivo, vanta anche una manciata di esperienze nel mondo della pesca agonistica con gare a livello regionale e nazionale, dove si è sempre classificato con discreti piazzamenti. Nella sua carriera piscatoria ha provato svariate tecniche, dalla mosca alla roubasienne, dalla passata al carpfishing. Lo spinning tuttavia rimane la sua preferita. Le specie ittiche che mancano nel suo albo d’oro delle catture si contano ormai sulle dita di una mano. Il suo motto è “lo spinning è avventura!”.
Stefano Crivellaro (Socio dal 16 Febbraio 2019).
Stefano nasce ad Adria nel 1978. Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale, si laurea in Economia Aziendale presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Già da piccolo cerca di ritagliarsi, oltre all’attività calcistica e gli studi, quanto più tempo possibile per la sua vera passione: la pesca! Fino all’età di quindici anni, Stefano alterna i propri weekend tra battute di pesca in acque interne vicino ad Adria, con trasferte al mare pescando dalla spiaggia, tutto ciò sempre in compagnia del padre. Dapprima con vecchie canne da spinning ed esche artificiali “datate”, successivamente con attrezzature moderne e tecnologiche, Stefano non si fa mai mancare la pesca del black bass. Nonostante l’evoluzione della tecnica e i progressi delle attrezzature, Stefano rimpiange i bei tempi e le acque di quando era piccolo, acque dove i pesci non mancavano mai, sia di taglia che di pregio. Da qui la forte convinzione che nella pesca non sia poi così rilevante ciò che si utilizza. Anche per questo si avvicina all’Associazione dei Lanciatori, per supportare le tante attività di tutela e conservazione svolte dai Soci. Stefano si presenta in punta dei piedi con l’obiettivo di togliersi l’etichetta di “inguaribile cappottatore seriale”. Benvenuto e buona fortuna Stefano!
Franco Pavan (Socio Fondatore dal 1 Marzo 2017).
“In ogni gruppo, associazione, sodalizio, confraternita o conventicola, c’è sempre un veterano. Ecco, nei Lanciatori del Polesine il veterano sono probabilmente io. E non certo (mi piacerebbe dire “non solo” ma peccherei di presunzione…) per quisquiglie anagrafiche, esperienze alieutiche, back ground tecnico (di sicuro ormai non più all’avanguardia), numero di catture ma soprattutto di una quantità industriale di…cappotti. Sono il veterano dei Lanciatori perché in fin dei conti, se questa straordinaria realtà ha visto la luce, lo si deve anche a un fortunato incontro favorito dal web, del quale, per mia buona sorte, sono stato il co-protagonista. Già, perché la frequentazione del forum Apostoli dello Spinning, sei o sette anni fa, mi permise di imbattermi in un ragazzo che vendeva un mulinello Mitchell 1000 Large Mouth. A quel tempo, io allievo dai primi anni ’80 degli insegnamenti di un antesignano dello spinning come Roberto Cazzola, avevo scoperto grazie a lui lo Spin Fly, tecnica per lanciare esche da un grammo con una 6 o 7 piedi da spinning. Roberto consigliava un mulo dalla bobina piatta e larga, il Mitchell 1000, appunto. Lo acquistai da Emilio, scoprendo che era di Villamarzana e la sua fidanzata era di Pontecchio. Sintonizzarci sulla stessa lunghezza d’onda spinningofila, fu un attimo. Gli parlai del mio passato trentennale di lanci e recuperi, del C&R, della mia iscrizione allo Spinning club Italia nel 1985. Poi gli eventi si susseguirono. L’entusiasmo di Emilio e la sua dedizione nella ricerca e nell’approfondimento di questi temi, lo portò a rifondare a Rovigo la sezione provinciale dello Sci. Io conoscevo un appassionato come il presidente della Provincia Marco Trombini e, per la mia professione, da 30 anni frequentavo l’intero ufficio Pesca della Provincia. Il resto è storia recente della quale tutti voi iscritti all’asd Lanciatori conoscete i dettagli perché la state realizzando. Una bella avventura della quale non posso che ringraziare tutti voi.” Franco Pavan
Luca Di Cintio (Socio dal 16 Febbraio 2019).
Luca nasce il 18 Luglio 1982 a Latisana in provincia di Udine. Da sempre vive però a Loreo, in provincia di Rovigo. All’epoca un vero paradiso per la pesca a spinning. Luca inizia con questa tecnica di pesca all’età di 4 anni. A metà degli anni ‘90 comincia a realizzare che quel fragile “paradiso” che lo circonda non è destinato a durare per molto. Luca, nonostante abbia sempre praticato la pesca catch & release, diviene un convinto sostenitore e divulgatore della sua passione intesa non solo come pesca, ma, soprattutto, come stile di vita. Stile atto a difendere tutte quelle specie in declino e prossime all’estinzione. Dalle scuole superiori allarga le sue trasferte di pesca in tutto il Triveneto, avendo sempre un occhio di riguardo per il suo basso Polesine, ambiente tanto pregiato quanto difficile da valorizzare e salvaguardare. Nel corso degli anni cattura e rilascia numerosi esemplari di luccio, pescando sia da barca, che da riva o con l’ausilio del belly boat. Sempre trattando con il massimo rispetto tute le prede allamate. La fortuna e l’esperienza lo portano a catturare esemplari da record. Tra questi, nel 2008, un luccio di 22,5 kg per una lunghezza di ben 126 cm. Con la convinzione e la speranza di poter ritornare agli splendori degli anni ‘80 e ’90, Luca, anche quando non ha la possibilità di pescare, è sempre impegnato nella lotta alla salvaguardia e tutela delle specie e ambienti a rischio.
Marco Pradella (Socio dal 18 Maggio 2019).

Nato nel lontano 25 Aprile del 1963 a Monselice in Provincia di Padova, all’età di 7 anni ho iniziato a muovere i primi passi verso la pesca in un canaletto di campagna, utilizzando una canna fissa di bamboo di 3 mt, prendendo le prime scardole, girasoli e pescigatto. Quando mi è stata “regalata” una due pezzi in fibra di vetro con il relativo “mulinello”, ho potuto familiarizzare anche con tinche, anguille, boccaloni e lucci. Alla fine degli anni ’70, ho visto “nuotare” per la prima volta un rapala jointed rosso fluo da 9 cm, rimanendo affascinato dal suo movimento sinuoso. Nel 1985, ho fatto un altro step, frequentando un breve corso di pesca a mosca (lancio ed entomologia). Nel frattempo continuavo ad essere socio dello SCI (Spinning Club Italia) della Sezione di Padova. Da allora pratico principalmente la PAM (pesca a mosca), alternata di tanto in tanto con lo spinning e la pesca con canne all’inglese. Ad inizio anni ‘90 mi sono ulteriormente appassionato alla costruzione delle mosche artificiali. A metà anni ‘90 mi sono poi associato al Bacino del fiume Brenta a Bassano del Grappa, facendo contemporaneamente, assieme ad altri amici appassionati, qualche uscita fuori confine, soprattutto nella vicina Slovenia. Nel 2008 più o meno, mi sono iscritto al Fly Club di Padova, con l’intento di fare nuove conoscenze ed approfondire la tecnica della PAM. Stanco di macinare strada per andare a pesca, anche a causa di qualche inevitabile acciacco, dal 2014 mi sto interessando di attrezzature da pesca vintage, in particolar modo di muli Abu Cardinal anni ’70, ‘80, ed i crack / luxor leggermente più anziani, nonché di canne particolari ed originali, sempre di quel periodo. Attualmente sono socio di questa ASD, cercando di collaborare con il gruppo, sia per salvaguardare l’ambiente acquatico del nostro territorio, sia per cercare di rinnovare la mentalità retrograda che alberga ancora in molti pesca-sportivi.

Davide Davì (Socio dal 16 Febbraio 2019).
Sono nato a Rovigo l’8 Gennaio del 1989 e la pesca mi è sempre piaciuta. Sfortunatamente nessuno dei miei famigliari condivide questa passione, perciò all’età di 10 anni mi sono improvvisato con una canna di bambù armata di una montatura già pronta e acquistata in un ferramenta. Iniziò così il mio percorso di pescatore. Da subito praticai il catch & release, che divenne parte di me e, ancor oggi, lo applico a tutte le specie che catturo. Dopo qualche anno di pesca al pesce bianco, vengo però colpito dalla forza che sprigiona la carpa nel combattimento. Così nel 2005 inizio a praticare il carp fishing, dapprima in Canalbianco e poi, fino al 2016, quasi solo ed esclusivamente nel fiume Po. Allora praticavo saltuariamente lo spinning al black bass, ma senza prestarvi grande interesse. Fu invece nell’estate del 2010 durante la mia prima uscita al luccio in un lago alpino che restai affascinato da quel predatore. Nell’occasione ne catturai solo un esemplare da 40 cm, tuttavia fu sufficiente, tanto che negli anni successivi la ricerca dell’esocide divenne il mio unico pensiero fisso. Dal 2016 mi dedico esclusivamente allo spinning, luccio e sandra in particolare, e da poco mi cimento anche nella pesca a mosca, una tecnica bellissima che grazie ai Lanciatori ho conosciuto e sto iniziando ad imparare e praticare.
Simone Pinato (Socio dal 2020).

Mi chiamo Simone Pinato, sono nato a Rovigo il 28 Aprile 1983 ed ho iniziato a pescare all’età di 4 anni nel fosso dietro casa con canne artigianali di bamboo fatte da mio padre, tappi di sughero come galleggianti e piombini rubati dai salami. La mia pesca era prevalentemente rivolta ai pescegatti ed alle tinche, poi, dopo una lunga vacanza in Toscana all’età di 11 anni da parenti, ho scoperto il carpfishing. Di quella tecnica me ne sono letteralmente innamorato, praticandola giorno, notte e ogniqualvolta ne avevo la possibilità. Quando non ho più potuto praticare il carpfishing a causa del mio lavoro che non mi permetteva più di passare giornate e nottate lungo i fiumi, ho ripiegato sulla pesca alla trota, unica tecnica che ho praticato anche durante i miei 8 anni vissuti in Piemonte, terra scarsa di acque ferme come il polesine, ma per lo più di carattere torrentizio, e dove fu un mio vicino di casa che mi fece conoscere ed apprezzare lo spinning in torrente. Tornato in Veneto con i miei due figli, mi sono accorto di avere molto meno tempo da dedicare alla pesca, soprattutto con mio figlio di 8 anni, in quanto si stanca subito nel praticare una pesca statica. Ho così ripreso in mano le nozioni di spinning del mio vicino piemontese, pesca che richiede meno tempo rispetto al carpfishing ed una attrezzatura semplice, così semplice al punto di avere sempre in macchina una borsa di artificiali e le canne già pronte. Nelle mie ultime battute di pesca mi sono però reso conto della scarsità di specie ittiche rispetto a quando ero più giovane, provando una grande tristezza nel pensare che i nostri figli non potranno più vedere o pescare alcune specie autoctone che sino a pochi anni prima erano molto diffuse. Ho così iniziato a cercare su internet l’esistenza di qualche realtà impegnata nel contrastare questo declino. Ho quindi scoperto i Lanciatori del Polesine ed ho deciso di aderivi, cercando di poter dare nel mio piccolo un contributo, anche solo per essere portavoce di un messaggio che dovrebbe essere comune a tutti coloro che amano la pesca ed il proprio territorio.

Stefano Rugin (Socio dal 2020).

Mi chiamo Stefano ed ho 32 anni. Ho conosciuto i Lanciatori del Polesine tramite mio nipotino che assisté ad una lezione organizzata da questa associazione nella scuola dell’infanzia. Di lì a poco ho iniziato ad informarmi sull’operato svolto dai Lanciatori nell’ambito dei progetti di pesca no-kill ed, in particolare, dei ripopolamenti delle specie ittiche autoctone. Poiché condivido gli stessi valori, ho deciso di aderirvi. Che cos’è per me la pesca? La pesca è un sentimento, un momento in cui i pensieri dell’attività quotidiana vengono sommersi dallo splendore del vivere la natura in ogni sua componente. Scoprire posti sperduti o semplicemente mai notati, ritrovarsi in canna quel pesce che da così tanto tanto tempo ti aspettavi di sentire. La pesca è rispetto della natura e dei pesci. La pesca è condividere con gli amici emozioni, avventure, opinioni. La pesca è crescita personale. La pesca è vita.

Gianluca Bellini (Socio dal 24 Marzo 2018).
Gianluca nasce a Rovigo nel 1988 e sin da piccolo nutre la passione per la pesca, che coltiva con il fratello Alessandro . Gianluca trascorre la propria infanzia in prossimità delle rive del Canal Bianco dietro casa, praticando il carpfishing. La passione per lo spinning nasce nel 2004 con la cattura del primo aspio; da quel momento il nostro socio inizia ad interessarsi a questa affascinante tipologia di pesca, che tutt’oggi pratica regolarmente e che non smette mai di regalargli grandi emozioni. Il fratello gli permette di conoscere l’Associazione Lanciatori del Polesine. Gianluca è stato piacevolmente colpito dalla possibilità di prender parte ad un gruppo di amici che condividono non solo la passione per lo spinning, ma anche ideali e valori a lui cari, come il rispetto per la natura e la tutela della fauna ittica del territorio.
Roberto Penzo (Socio dal 2020).
Mi chiamo Roberto e mi sono avvicinato allo spinning spinto dal fascino verso il mondo degli artificiali. Quando possibile, preferisco pescare a vista piuttosto che in una condizione in-blind. Personalmente infatti mi dà più soddisfazione individuare la preda e cercare di catturarla vivendo la sessione di pesca nel modo più completo. Sono molto affascinato dal mondo delle softbaits di piccole dimensioni, per questo pratico la pesca ultralight sia in acque dolci che salate. Sono amante delle comodità e tendenzialmente pigro per cui raramente faccio levate all’alba. Tendo anche ad evitare grandi spostamenti, praticando per la maggiore il foss fishing alla carpa, preda occasionale per gli scoli di irrigazione nelle campagne. Sono amante del fai da te e mi affascina realizzare artificiali siliconici e testine piombate, anche se, in questo ambito, sono ancora all’inizio e con poca esperienza. La pesca a spinning mi permette di fondere assieme altre due mie passioni: la mountain bike, che mi aiuta a raggiungere comodamente nelle campagne i fossi più nascosti, e il video editing, con il quale realizzo i filmati delle sessioni di pesca per poi caricarle nel mio canale YouTube dedicato all’ultralight. Grazie ai componenti di questa associazione non solo ho potuto imparare quello che ora so sulla pesca a spinning, ma ho anche avuto l’opportunità di conoscere nuovi amici.
Gian Paolo Mingozzi (Socio dal 2019).

Nato nel pieno dell’estate del 1990, ma amo le stagioni fredde. Infatti sono un gran appassionato delle sessioni autunnali ed invernali, quando la pesca diventa una vera e propria ricerca attiva. Il mio primo approccio alla pesca è avvenuto dopo qualche mese di vita, quando il mio nonno materno mi portò nel Mar Tirreno con la sua barca, per poi passare dopo qualche anno ai laghi alpini con la bolognese e per finire all’età di quasi 9 anni, nei piccoli maceri di campagna, dove pescavo quello che si attaccava. Pertanto il mio carattere da pescatore è abbastanza variopinto, ma si è consolidato nel periodo che va dalla maggiore età ad oggi, durante il quale ho conosciuto il mondo dello spinning e della PAM (pesca a mosca). Tali tecniche, le pratico tutt’ora in acqua dolce per la gran parte dell’anno e grazie ad alcuni amici dell’associazione, mi sono avvicinato anche al saltwater! Prediligo decisamente la pesca leggera, così variando dal light game al rock fishing e dalla pesca a finesse per ingannare i blackbass alle carpe con la canna da mosca; quest’ultima è da considerarsi come la mia principale fonte di soddisfazione in ambito di pesca, poiché racchiude in sé, tanti aspetti che stimolano positivamente me stesso, tra cui: ricerca attiva del pesce, studio delle abitudini alimentari, costruzione delle esche (mosche) e la tecnica di approccio. Apprezzo tantissimo la pesca in compagnia, ma amo decisamente affrontare gli spot (anche i più sperduti) in piena solitudine e con tutte le condizioni climatiche, facendo di ogni pescata un’esperienza indimenticabile.

Eraldo Meneghini (Socio dal 2019).
Eraldo nasce ad Adria il 3 Ottobre 1971, sin dai primi anni di età aveva capito che la pesca era una sua passione. Nel giardino di casa dei nonni passava un fossetto e lì, con un guadino fatto dal nonno con la rete di un sacco di patate, si divertiva a “pescare” piccole alborelle e qualche persico sole. Piccole catture che, dopo averle mostrate ai nonni, venivano immediatamente rilasciate. Dopo piccole esperienze con catture di pesci gatto e qualche carpetta, all’età di sei anni comincia la vera pesca nel tratto cittadino della sua città, Adria, utilizzando una canna fissa di 5 metri. Subito una cattura che ancor oggi rimane nei sui ricordi: una tinca di un kilo e mezzo. Così, con quel meraviglioso esemplare, decide di passare alla tecnica della bolognese. Assieme ad un gruppo di amici inizia la sua esperienza di pesca al colpo. Non contento però, alterna, assieme al papà, uscite a spinning (utilizzando rotanti Meps ed i famosi artificiali Rapala che, se pur datati, ancora sono una meraviglia da veder nuotare e scodare in acqua). Con lo spinning arrivano delle soddisfazioni come il black bass (persico trota) ed il luccio. Per non farsi mancar nulla, alcuni anni dopo prova anche la tecnica del carpfishing, sia nei corsi minori che nel Grande Fiume Po. Catture a dir poco entusiasmanti non si fanno attendere. Per molto tempo tuttavia la passione della pesca subisce un arresto. Una pausa che termina con i Lanciatori del Polesine. Ritrovata la passione per la pesca, ed incontrato un gruppo di amici dediti anche ad interessanti progetti di tutela dell’ambiente e di alcune specie dei nostri fiumi, Eraldo riprende nuovamente la tecnica dello spinning, sia in acqua dolce che in quella salata, sempre alla riscoperta di forti emozioni e con un messaggio rivolto a tutti: pescate e divertitevi!

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